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Web Marketing Strategie e tecniche di marketing online .

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  #31 (permalink)  
Vecchio 29-03-2007, 16.47.13
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ma che bel post interessante!

allora, oltre al citato fattore geografico, mi andrei a studiare il campo delle pmi, che secondo me sia come reattività al mercato che come snellezza nelle procedure decisionali sono le realtà economiche che più possono essere aperte a nuove mentalità di comunicazione.

Sono imprese di servizi e b2c sopratutto, i settori possono essere diversi, dall'ovvio viaggi e turismo al settore delle consulenze, ma anche realtà più piccole che per necessità di budget vogliano provare a sfondare sul web, sia in termini di branding che orientate alla vendita.

Di sicuro non mi orienterei nell'industria classica di produzione, un po' troppo chiusa in sè stessa e sono canali ben definiti (e che secondo me dal web non ricaverebbe neanche molto)

Il fatto che ci sia una divisione comunicazione ma sopratutto marketing ha un suo peso determinante, un conto è spiegare le dinamiche web a chi ha imparato kotler, che già ci arriva a malapena, un conto è rapportarsi col principale che è una volpe in quanto a commerciale e a spuntarla sui contratti, ma quanto all'arte del comunicare... beh..

se potessi, me ne uscirei fuori con un bel questionario pieno zeppo di scale likert da sottoporre ai responsabili marketing delle PMI del centro nord.... secondo me avremmo delle belle sorprese positive... immagino dei risultati che ci dicano che queste aziende credono molto in internet, forse ne recepiscono anche il funzionamento profondo oltre alle dinamiche di base, ma la stragrande maggioranza di quelle che ha avviato progetti sul web ha fallito a causa della scarsa bravura del suo partner (web agency) o per una lack of communication tra le parti.. certo questa è una mia semplice opinione.... ma vedo troppe agenzie medie con centinaia di clienti,e se sei partner di un'azienda ne potrai curare si è no una decina, se no ti chiami dada ed è un altro discorso

dovendo sparare delle cartucce, le sparerei verso la tipologia di azienda che ho decritto, aziende che non facciano l'equazione marketing = pubblicità (e vi assicuro che ne stanno fortunatamente uscendo molte) cercando di instaurare un colloquio tra azienda e utente tramite strumenti vari di feed bak e politiche di trasparenza, coi vari blog e piattaforme similari, e cercando di convincerle finalmente che è inutile spendere 10 euro per acquisire un nuovo cliente se non si sanno spendere pochi centesimi per coltivarne uno già acquisito

Infine, non sono convintissimo di questo rinnovato entusiasmo per l'ecommerce.... ok che gli italiani spendono più online, ma vogliamo vedere alla fine dei conti quanti dei siti ecommerce che non siano i soliti colossi ne beneficia? (io do sempre la colpa alle agenzie )

@spider: chi è che sta crescendo???





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Originariamente inviata da koalasereno Visualizza il messaggio
concordo sul profilo delle aziende, salvo forse rare eccezioni isolate (o isolane )
come imposteresti una ricerca di mercato per provare a identificare un numero di aziende con queste caratteristiche?
Abbiamo detto che l'ubicazione geografica potrebbe essere un criterio di segmentazione.. gli altri?

- Dimensione (num. di dipendenti)?
- Settore: ci sono secondo te settori più vicini e sensibili ad un progetto di questo tipo?
- Modello di Business?
-presenza/importanza di un'area marketing e/o comunicazione?
Dovendo sparare 10 cartucce, in quale cielo le spareresti?
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  #32 (permalink)  
Vecchio 29-03-2007, 19.21.52
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Originariamente inviata da Ryan Giggs 79 Visualizza il messaggio
ma che bel post interessante!

allora, oltre al citato fattore geografico, mi andrei a studiare il campo delle pmi, che secondo me sia come reattività al mercato che come snellezza nelle procedure decisionali sono le realtà economiche che più possono essere aperte a nuove mentalità di comunicazione.

ottimo! inoltre credo che sia un problema e di dimensione (troppo piccola non sosterrebbe i costi di una consulenza di buon livello) e di cultura aziendale.

Sono imprese di servizi e b2c sopratutto, i settori possono essere diversi, dall'ovvio viaggi e turismo al settore delle consulenze, ma anche realtà più piccole che per necessità di budget vogliano provare a sfondare sul web, sia in termini di branding che orientate alla vendita.

corretto. mi conforta che anche tu veda nelle imprese di servizi un buon bacino da esplorare

Di sicuro non mi orienterei nell'industria classica di produzione, un po' troppo chiusa in sè stessa e sono canali ben definiti (e che secondo me dal web non ricaverebbe neanche molto)

chissà, forse in futuro, ma giustamente è un settore che deve ancora crescere più come mentalità che come potenzialità

Il fatto che ci sia una divisione comunicazione ma sopratutto marketing ha un suo peso determinante, un conto è spiegare le dinamiche web a chi ha imparato kotler, che già ci arriva a malapena, un conto è rapportarsi col principale che è una volpe in quanto a commerciale e a spuntarla sui contratti, ma quanto all'arte del comunicare... beh..

tutto ritorna sul concetto di cultura... bisognerebbe far crescere la cultura dell'on line..

se potessi, me ne uscirei fuori con un bel questionario pieno zeppo di scale likert da sottoporre ai responsabili marketing delle PMI del centro nord.... secondo me avremmo delle belle sorprese positive... immagino dei risultati che ci dicano che queste aziende credono molto in internet, forse ne recepiscono anche il funzionamento profondo oltre alle dinamiche di base, ma la stragrande maggioranza di quelle che ha avviato progetti sul web ha fallito a causa della scarsa bravura del suo partner (web agency) o per una lack of communication tra le parti.. certo questa è una mia semplice opinione.... ma vedo troppe agenzie medie con centinaia di clienti,e se sei partner di un'azienda ne potrai curare si è no una decina, se no ti chiami dada ed è un altro discorso

il sondaggio è uno strumento che trovo anche io ottimo. sopratutto se contribuisce a far nascere domande sempre nuove in chi lo compila...se non è statico o guidato, ma incuriosice

dovendo sparare delle cartucce, le sparerei verso la tipologia di azienda che ho decritto, aziende che non facciano l'equazione marketing = pubblicità (e vi assicuro che ne stanno fortunatamente uscendo molte) cercando di instaurare un colloquio tra azienda e utente tramite strumenti vari di feed bak e politiche di trasparenza, coi vari blog e piattaforme similari, e cercando di convincerle finalmente che è inutile spendere 10 euro per acquisire un nuovo cliente se non si sanno spendere pochi centesimi per coltivarne uno già acquisito

concetto da sviluppare e molto interessante. nel mio caso ho acquisito qualche cliente sul web, ma sopratutto ho migliorato il servizio dei clienti attuali che hanno aumentato il mio coinvolgimento in molti più settori della loro azienda...poi altri clienti sono arrivati col passa parola... web indiretto

Infine, non sono convintissimo di questo rinnovato entusiasmo per l'ecommerce.... ok che gli italiani spendono più online, ma vogliamo vedere alla fine dei conti quanti dei siti ecommerce che non siano i soliti colossi ne beneficia? (io do sempre la colpa alle agenzie )

anche io ho la stessa impressione... l'ecommerce è ancora lento o comunque deve avere dietro una azienda solida e strutturata.
mix on line /off line

@spider: chi è che sta crescendo???
il post...cresce..cresce...
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  #33 (permalink)  
Vecchio 29-03-2007, 19.43.03
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ma che bel post interessante!

allora, oltre al citato fattore geografico, mi andrei a studiare il campo delle pmi, che secondo me sia come reattività al mercato che come snellezza nelle procedure decisionali sono le realtà economiche che più possono essere aperte a nuove mentalità di comunicazione.
Non concordo. Frequento le PMI italiane da 23 anni e mi pare che invece siano preda di vecchi schemi, che vanno avanti a seguire per mancanza di coraggio, perché preferiscono uno schema vetusto, ma consolidato e che vedono spesso Internet come una sorta di variabile che gli crea imbarazzo, tensione e rischi. Invece di una opportunità, la considerano una rottura da gestire, di cui si farebbe volentieri a meno. Non tutte, naturalmente.
Invece a volte sono le piccole aziende, che se hanno un imprenditore lungimirante, magari con meno soldi, ma buona volontà, poi si buttano su progetti. Questa ovviamente è la mia esperienza.


Quote:
...la stragrande maggioranza di quelle che ha avviato progetti sul web ha fallito a causa della scarsa bravura del suo partner (web agency) o per una lack of communication tra le parti...
Non concordo. La scelta corretta di un buon partner, acquisendo prima la giusta conoscenza, vagliando le possibilità è la prima responsabilità dell'azienda. Se la web agency sbaglia, il primo errore è dell'azienda che ha scelto male. La responsabilità di tutto ciò che fa un'azienda è del suo amministratore. Sempre e solo. Lui è lì apposta.
Mi parrebbe, altrimenti di sentire quei capi ufficio che si lamentano dei propri dipendenti, senza ricordarsi che li hanno assunti loro, li hanno formati loro (o non formati), li portano avanti loro, li giustificano loro, ecc. ecc.
Le web agency sbagliano, perché le aziende le lasciano sbagliare e perché le selezionano senza un minimo di preparazione. E lo dico senza avere una web agency, anzi sono titolare io di due aziende che nulla hanno a che fare col web, con internet e con tutto l'on-line. Sto criticando i miei simili, in sostanza.

Quote:
convincerle finalmente che è inutile spendere 10 euro per acquisire un nuovo cliente se non si sanno spendere pochi centesimi per coltivarne uno già acquisito
Questa regola del CRM (uffa, mi tocca tornare al mio vecchio lavoro, che speravo di dimenticare) dice sì che ad un vecchio cliente si vende con un costo enormemente inferiore del costo della vendita ad un nuovo cliente, ma scorda di precisare una cosa. Si tratta di una valutazione valida per il mercato americano, quello inglese, quello tedesco e quello svizzero. In Italia non è così, per un motivo semplicissimo che sta nella qualità del prodotto / servizio venduto. In realtà, la maggior parte delle aziende italiane è improntata alla continua ricerca di nuovi clienti perché ha un business plan e delivery improntati al "vendi e fuggi". Al vecchio cliente non si riesce a vendere, in sostanza, perché per come vendiamo è già tanto se non ci fa causa (con le giuste eccezioni, ovviamente e per fortuna).


Non vorrei sembrare pessimista. Sono da un pacco di anni nelle aziende e continuo a starci perché per fortuna poi di aziende sane ne ho conosciute tante. Ma sono in numero decisamente inferiore a quelle malate...
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  #34 (permalink)  
Vecchio 29-03-2007, 20.11.40
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Beh, che dirti: io sulle imprese medio piccole ci punto molto, ma maGARI LA mia visione può essere un pochino distorta visto che sono loro che chiamano me, e quindi in effetti potrebbe essere benissimo che mi rapporto solo con quelle un po' più avanti con la mentalità.. chissà...

Poi, sulle web agency, come tu hai criticato i tuoi simili, io critico i miei: sono veramente pochissime le volte che vedo un lavoro fatto per bene, e il prodotto che vendono è alla stregua del mordi e fuggi che hai detto tu per le aziende italiane.

Infine, se si diffonde la concezione del marketing non inteso come "bombardiamo la gente di pubblicità" ma come "soddisfiamo il bisogno del consumatore" è ovvio che il primo step esecutivo è quelllo di apportare migliorie al prodotto tramite R&S. Di conseguenza, mettendo sul mercato un prodotto valido, ti conviene più corteggiare il tuo utente che fare costosissime campagne èubblicitarie. Vedo buoni passi in questa direzione nel mercato delle concesionarie di auto...

Tutto sta a monte: introduci un'ottica di marketing, e hai introdotto il famoso circolo virtuoso. E' chiaro che se tu imprenditore speri che il tuo sito non rifletta le tue debolezze ma diventi una sorta di gigante coi piedi d'argilla, caschi male
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  #35 (permalink)  
Vecchio 30-03-2007, 07.22.09
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Non concordo. Frequento le PMI italiane da 23 anni e mi pare che invece siano preda di vecchi schemi, che vanno avanti a seguire per mancanza di coraggio, perché preferiscono uno schema vetusto, ma consolidato e che vedono spesso Internet come una sorta di variabile che gli crea imbarazzo, tensione e rischi.
Invece di una opportunità, la considerano una rottura da gestire, di cui si farebbe volentieri a meno. Non tutte, naturalmente.
Come non quotarti, anche aziende di certe dimensioni purtroppo ragionano così Ema sempar fat atzi e non vedono il web come ulteriore canale di lavoro ma solamente come un costo pubblicitario.

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Se la web agency sbaglia, il primo errore è dell'azienda che ha scelto male. La responsabilità di tutto ciò che fa un'azienda è del suo amministratore. Sempre e solo. Lui è lì apposta.
Forse è dovuto all'incapacità di dire NO fare solo quello che chiede il cliente.
Parlo da EBottegaio, a volte si conquista + clienti dicendo Mi dispiace non abbiamo un prodotto che si adegui alle sue esigenze piuttosto che vendere a tutti i costi, il cliente apprezza e sa che non sei il commesso che vuol vendere e basta ma un consulente che sa proporgli quello di cui ha veramente bisogno.

Quote:
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In realtà, la maggior parte delle aziende italiane è improntata alla continua ricerca di nuovi clienti perché ha un business plan e delivery improntati al "vendi e fuggi".
Spesso le PMI tanto diffuse in Italia non sanno cosa sia un BP e tanto meno ragionano sul medio periodo e mai sul lungo ma solo sull'immediato insomma un Carpe diem.


Ciao

Sèvero
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  #36 (permalink)  
Vecchio 30-03-2007, 09.54.29
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non sono del tutto convinto.
certo io parlo da un punto di vista privilegiato, come consulente ho la fortuna di avere un rapporto costante e duraturo con il cliente, la autorevolezza e la possibilità di sceglierlo e di farlo crescere... cosa che forse un agenzia non ha.

ma vedo nelle pmi (non micro è ovvio) una gran voglia di crescere, in parte portata dalla crisi che ha rimesso in discussione molte strategie...
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  #37 (permalink)  
Vecchio 30-03-2007, 12.50.53
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predefinito Trasferire valore al cliente.. e come fare in modo che lui se ne accorga..

per quel che riguarda la mia esperienza con le PMI, anche se vi è un atteggiamento diffuso e soprattutto una forte mancanza di cultura manageriale al in realtà ho riscontrato ed incontrato persone fortemente motivate a innovare, imparare e curiose di intraprendere strade alternative; a mio avviso il punto sta in un concetto: " trasferire valore al cliente, e farlo percepire.."
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Originariamente inviata da spiderpanoz Visualizza il messaggio
non sono del tutto convinto.
certo io parlo da un punto di vista privilegiato, come consulente ho la fortuna di avere un rapporto costante e duraturo con il cliente, la autorevolezza e la possibilità di sceglierlo e di farlo crescere... cosa che forse un agenzia non ha.

ma vedo nelle pmi (non micro è ovvio) una gran voglia di crescere, in parte portata dalla crisi che ha rimesso in discussione molte strategie...
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Vuoi sapere cosa è successo il il 6 maggio per Farebusinessconilweb? Leggi (e linka) il mio nuovo blog: DigitalmarketingLab
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  #38 (permalink)  
Vecchio 30-03-2007, 12.53.21
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Talking

il punto successivo è:
costruire valore insieme al cliente...

si lavora meglio, il contributo viene percepito...

cresce..cresce..
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  #39 (permalink)  
Vecchio 15-04-2007, 16.38.20
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ubicazione: VARESE VA
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Originariamente inviata da spiderpanoz Visualizza il messaggio
l'agenzia dovrebbe anche essere legata ad una concessionaria di pubblicità on line? o vi fidate di più degli annunci a pagamento di google?
Di Googlke non mi fido nemmeno un po': annunci targettittzzati mele e OT, dati inferiori ai valori reali, ecc...

Alex
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