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Web Marketing Strategie e tecniche di marketing online .

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Vecchio 02-08-2007, 11.06.55
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Si lo so che se i contenuti sono scopiazzati a destra e a manca incappi in testo copiato.

Quello che volevo capire io è:


Faccio un comunicato stampa, originale e scritto di mio pugno.
Lo invio a 10 siti di comunicati stampa cambiando solo il titolo.

Alla lunga, google scansionando questi 10 siti, non si accorge del testo copiato? "Copiato" nel senso presente negli altri 9 siti...
Certo che potrebbe essere individuato come testo copiato.
Per questo ho appunto scritto "versone A per il portale A", versione B per il portale B, etc." e non solo in un'ottica seo.
Quindi cambiare tutto il testo del comunicato -non solo il titolo- lasciandone comunque invariato il significato.

Certo è che se vogliamo vederla solo in una limitata ottica seo:
- se invio 10 comunicati uguali, rischio di dare visibilità sui motori solo a quello ospitato sul portale con più alto trust/pr,
- se decido di pubblicare una copia (identica) del comunicato anche sul mio sito, rischio che la mia versione venga "offuscata" dalla maggiore forza delle pagine presenti sui portali dedicati ai comunicati (soprattutto se il mio è un sito giovane).
Per questo suggerivo di prendere in considerazione una pubblicazione sul proprio sito avendo però cura di prendere alcune precauzioni: testo originale (non solo il titolo) e magari linkato dai vari comunicati che ho dato in pasto ai portali (magari non tutti con stessa anchor).

Comunque ribadisco che questo è solo un limitatissimo punto di vista seo su quello che effettivamente è lo scopo di un comunicato: comunicare, appunto.
__________________
Oggi mi va un drink...
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Vecchio 02-08-2007, 19.27.17
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Come faccio a non intervenire?

Intanto va fatta una precisazione: il Comunicato Stampa non deve essere pensato per i motori di ricerca. Se non è pensato per i motori di ricerca, il sito salirà, altrimenti sarà stato vano. Difficile da dimostrare in un forum, ma vi garantisco che l'ho molte volte dimostrato durante i corsi e gli allievi si sono sempre tutti convinti. Quindi, alla prima occasione che ci troviamo a bere una birra (magari ad uno dei tanti raduni), lo farò a chi ne fa richiesta

Punto 2. Il Comunicato Stampa non è fatto per essere letto da un lettore finale, ma da un giornalista, da un addetto stampa, da un pubblicista, ecc. ecc. Questo vuol dire che deve essere scritto in modo da incuriosire lui, che poi scriverà il pezzo vero e proprio. Questo è il vero obiettivo dei comunicati stampa e se sono fatti bene, si centra sempre (ovviamente se la notizia è interessante). Vi garantisco che di tutti i comunicati stampa che scrivo mensilmente esistono migliaia e migliaia di repliche di cui molte sono copie, ma altre (e spesso tante) sono riscritture (spesso anche su giornali off-line).

Punto 3. Il filtro anti copia di Google non entra per un motivo semplicissimo. Il comunicato stampa deve essere breve, brevissimo, non più di dieci righe. Infatti per i comunicati stampa valgono regole diverse dall'article-marketing ed in generale per l'ottimizzazione. Proprio in questo stanno le differenze.

Punto 4. Il comunicato stampa non deve mai esaurire la notizia, ma rimandare al sito che contiene la pagina ufficiale. Questo porta l'addetto stampa che vuol riprenderla a visitare il sito e completare l'articolo. Questo causa il fatto che poi tutte le "riprese" siano diverse.

Punto 5. Il comunicato stampa non deve contenere dati logistici. Comunicando l'evento, si comunica la città, ma non l'indirizzo esatto, ad esempio. Questo porta ancora una volta l'addetto a dover visitare il sito e completare a mano sua. Inoltre, se cambiano i dati (spesso succede, a comunicazioni avviate), non si hanno centinaia di comunicati con i dati vecchi, non più modificabili.

Punto 6. Uno degli effetti più importanti del comunicato stampa è il branding. Il fatto che vi sia dentro un marchio, ripetuto a distanza di tempo, porta ad un miglioramento del posizionamento del sito corrispondente, anche se non c'è un link. Sì, lo so, senza incredibile e se ne parla poco, ma fidatevi
Ovviamente questo vuol dire che conviene brandizzare sempre tutto ciò che si fa. Qualcuno s'è già chiesto perché noi (per noi intendo i gruppi di lavoro che seguo, ad esempio maisazi.com) ci inventiamo sempre dei nomi per i nostri progetti. Maisazi Food Event, Maisazi Pary, Maisazi Compra, ecc. ecc.
L'effetto dall'esterno non si vede, ma dall'interno sì, eccome

Punto 7. La visibilità ha i suoi tempi e ritmi. Fare un giro di comunicati per un evento non ha senso. Si inizia quattro mesi prima dando un primo annuncio, poi un mese dopo si danno le informazioni complete, poi al secondo mese si indica che c'è un ospite importante, poi il mese dopo ancora si dice che tutto è pronto e così via. Provate, vedrete da soli il risultato. Migliaia e migliaia di link per un solo evento, e di molti di questi non ne saprete nulla, ma saranno lì.

Che faccio? Mi fermo o vado avanti? ...è lunga....

Uffa, il ciauz dov'è?
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  #23 (permalink)  
Vecchio 03-08-2007, 01.29.47
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Come faccio a non intervenire?

Intanto va fatta una precisazione: il Comunicato Stampa non deve essere pensato per i motori di ricerca. Se non è pensato per i motori di ricerca, il sito salirà, altrimenti sarà stato vano. Difficile da dimostrare in un forum, ma vi garantisco che l'ho molte volte dimostrato durante i corsi e gli allievi si sono sempre tutti convinti.
Chiaro, e Andrea "The Pinger" Spedale più di tutti (che passerebbe sopra a smanettoni & seo con uno dei suoi transpallet) mi pare che abbia messo bene in evidenza questo aspetto.
Ma se ne viene fatto un buon uso è innegabile che possa dare dei risultati anche in termini di posizionamento, come giustamente dici.
Come d'altra parte può creare anche qualche problema.
Chiaramente una cosa che chiamiamo "Comunicato" serve a "comunicare", appunto.

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Quindi, alla prima occasione che ci troviamo a bere una birra (magari ad uno dei tanti raduni), lo farò a chi ne fa richiesta
Facciamo un Vodga Gimlet, và.

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Punto 2... Punto 7.
Vero, nel mio intervento ho erroneamente fatto di tutta l'erba un fascio, un brodo primordiale tra article marketing e comunicati stampa che tende ad avvalorare l'equazione article marketing = comunicati stampa. Sbagliando.
Infatti ho preso un po' alla leggera la definizione "comunicato stampa", soprattutto perchè non ne faccio molto uso, ma anche perchè ho avuto l'impressione che ci si volesse riferire all'article marketing.

D'accordissimo sui i punti da te elencati, anche se per il Punto 5 a onor del vero esiste il diritto di rettifica e, ricordando vagamente che oltre alle "5W", uno dei capisaldi dei comunicati stampa è la tempestività, mi perdo un po' nel cogliere l'utilità del "comunicato stampa" fatto mesi prima di un evento: piuttosto come strategia adotterei l'article marketing per comunicare la talserata e al limite il comunicato stampa per annunciare la presenza di un ospite a sorpresa alla talserata o per comunicare (tempestivamente) un cambio data o per dare conferma dell'evento.
Ma ribadisco che uso poco il comunicato stampa, quindi la mia è sicuramente una posizione poco attendibile in tal senso.

Piuttosto mi pare che ad inizio 3d ci si riferisse all'article marketing, un'ipotesi che mi è parsa rafforzata dall'elenco dei siti proposti da Kya, dove vedo:

Fast Popularity: molto seo-oriented
Articolista: direi altrettanto, e certo non si parla di "comunicati stampa" in senso stretto.
ITNews: che io sappia si tratta di notizie con tempi medi di lettura di circa un minuto arricchite da sponsored links e fatte girare come una canna ad un falò in spiaggia, tra utenti iscritti, portaloni e portalini che ospitano il feed, non di "comunicati stampa" nel senso stretto del termine.
Vari "Comunicati - + x / stampa.qualcosa": una mattanza di anchor e adsense piazzati a regola d'arte; pseudoseo a go-go.
BWPress: Mosca, non pervenuto.
BusinessPortal24: biz oriented, non ci sono seo (), ma neanche vi vedo "comunicati stampa" in senso stretto. Oppure chi lo usa non sa scrivere (o non vuole scrivere) "comunicati stampa".
Recensionando: Stoccolma, non pervenuto.
Etc..

Insomma, mi pare che si inquadrino perlopiù nell'ambito dell'article marketing più che in quello del comunicato stampa, o se si può parlare di un taglio in forma di comunicato stampa, credo che questo venga pubblicato "as is, where is, in its present condition": senza che il giornalista -o una redazione- intervenga minimamente nella riscrittura del pezzo... e allora non mi pare che si possa parlare di "comunicato stampa" in senso stretto.

Poi per come scrivo io non faccio "comunicati stampa": sono fottutamente prolisso e non mi riuscirebbe scrivere solo 10 righe neanche sotto tortura, a meno che non mi trovi a dover scrivere per un cliente, ma probabilmente impiegherei più tempo e fatica a scriverne 10 che non a scriverne 100.
Forse sono io che ho un certo rifiuto a scrivere per chi non è il mio lettore finale, ma questo è un mio limite tendenzialmente psicologico, credo... ma ad essere pignoli dovremmo individuare nell'utente finale del comunicato stampa, o quantomeno come target, il giornalista e non il lettore.
La mia tendenza personale è quella di scrivere per comunicare qualcosa, e lo faccio di getto.
Poi lascio decantare, ci torno sopra, sistemo, anchoro, sposto frasi, etc.
Anche solo per il tempo che impiego per farlo, il mio non sarà mai un "comunicato stampa" in senso stretto, difficilmente sarò tempestivo o conciso, felice di non esserlo: pagherò lo scotto di dover stare attento al filtro antiduplicazione (Punto 3), ma alla lunga può risultare pure divertente.
Il giorno che lo scriverò più corto mi porrò sicuramente meno problemi in tal senso, anche se a me piace variare ciò che scrivo anche in funzione della piattaforma che andrà ad ospitare la mia comunicazione: tema trattato, utenza, tecniche adottate per gli altri ariticoli pubblicati, etc.

Poi possiamo parlare di comunicazione, di seo, di antiduplicazione, di branding... ma non starei a inchiodarmi troppo sulle strette definizioni di "article marketink" o "comunicato stampa", anche perchè i siti sui quali si fa "article marketing" spesso si definiscono siti per "comunicati stampa".

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Uffa, il ciauz dov'è?

Ok ok: ho schifosamente barato, ma non ho resistito!
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  #24 (permalink)  
Vecchio 03-08-2007, 07.41.34
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Infatti, Alessio, esiste molta differenza tra CS ed AM ed io mi sono concentrato sui Comunicati, in questo post, perché proprio su questi esiste in Italia tanta confusione. Sull'AM siamo più o metto d'accordo tutti, sappiamo come si fanno (grosso modo) e quali sono le regole.
Sui Comunicati, invece, ne sento di tutte.

In realtà si fanno gli uni e gli altri, ma con obiettivi e tecniche diverse.

Per quanto riguarda il fatto di scrivere un CS quattro mesi prima, la cosa si fa ovviamente individuando una notizia che valga la pena di riportare, corollaria a quella principale. La visibilità (non sui motori, ma in generale) ha necessità di tempo. Fare un Comunicato 15 giorni prima, quelli che i comunicati li fanno sul serio lo sanno, non serve a nulla. Si tratta di una tecnica operativa, quindi. Rinforzare la Comunicazione, dargli tempo di attecchire, ripetersi. Ovviamente e come già scritto, ogni volta trovando sul tema principale un tema da aggiungere che valga la pena di essere comunicato.

Pensa che io quando organizzo gli eventi, sei mesi prima, mi pongo già il problema di cosa andare a riportare, mese per mese. Ad esempio, se sei mesi prima so di avere un ospite ad un corso, non lo dico subito apposta, per avere qualcosa da dire tra un paio di mesi.

Per quanto riguarda il diritto all'aggiornamento, hai ragione, peccato che molti circuiti di comunicazione stampa non consentano di farlo salvo lo scrivere un nuovo comunicato. Il problema è che poi sui motori di restano entrambi e tu non sai mai quale sarà quello letto dal visitatore.
Certo, potresti contattare il webmaster del sito, ma ti immagini chiamare 1500 siti sui quali i tuoi comunicati sono usciti?

Ti garantisco, infatti, che quelli postati all'inizio sono un millesimo di quelli esistenti, perché molti ripubblicano la notizia, senza definirsi circuiti di comunica stampa.

Per inciso.
Tra le differenze che vi sono tra CS e AR vi è il concetto di comunicazione unica, che il primo ha ed il secondo no. Nel mondo della comunicazione stampa è assolutamente normale e scontato che lo stesso comunicato si dia a tutti. Nessuno farebbe diversamente ed il motore non può e non deve ignorarlo. Il motore non può tentare di modificare le regole della vita reale per i suoi capricci e, di fatto, non lo fa, ma semmai è lui che studia tali regole (spendendo milioni di euro) per adattarvisi. Cosa che molti SEO ancora non hanno capito.
Nel caso degli AM, invece, vale la regola esattamente opposto. Mai dare lo stesso articolo a due siti. Cosa brutta per l'immagine, sbagliata in termini relazione coi web master dei siti di AM, errata per i motori di ricerca, che qui invece controllano, e bene, la presenza dei doppioni. Mai e poi mai.
Ecco perché se la Comunicazione Stampa è più difficile, l'Article Marketing è più costoso.
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  #25 (permalink)  
Vecchio 03-08-2007, 15.41.55
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Fradefra interessantissimo quello che hai scritto...ho una visione decisamente diversa ora del CS.

Quote:
Nel caso degli AM, invece, vale la regola esattamente opposto. Mai dare lo stesso articolo a due siti. Cosa brutta per l'immagine, sbagliata in termini relazione coi web master dei siti di AM, errata per i motori di ricerca, che qui invece controllano, e bene, la presenza dei doppioni. Mai e poi mai.
Ecco perché se la Comunicazione Stampa è più difficile, l'Article Marketing è più costoso.

e questa è la risposta che cercavo...te ne sono grata
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  #26 (permalink)  
Vecchio 12-08-2007, 18.09.57
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Come faccio a non intervenire?
Punto 2. Il Comunicato Stampa non è fatto per essere letto da un lettore finale, ma da un giornalista, da un addetto stampa, da un pubblicista, ecc. ecc. Questo vuol dire che deve essere scritto in modo da incuriosire lui, che poi scriverà il pezzo vero e proprio. Questo è il vero obiettivo dei comunicati stampa e se sono fatti bene, si centra sempre (ovviamente se la notizia è interessante). Vi garantisco che di tutti i comunicati stampa che scrivo mensilmente esistono migliaia e migliaia di repliche di cui molte sono copie, ma altre (e spesso tante) sono riscritture (spesso anche su giornali off-line).
Vivi in un posto molto civile e/o ti rivolgi a testate incredibilmente serie. Io, anche dalla stampa cartacea di rilievo a Napoli (Repubblica, Corriere, Il Roma, ecc.) vedo sempre pubblicare, identico, quel che ho scritto io. Parola per parola, al massimo tagliuzzato qua e là. I siti, poi, copiaincollano direttamente dal file .doc, con gli spregevoli effetti sul markup che tutti conosciamo.
Vabbé...

Comunque io, un servizio di comunicati stampa automatici lo avevo messo sù, con un guestbook, nel 2001
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  #27 (permalink)  
Vecchio 12-08-2007, 19.23.46
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Il comunicato stampa deve essere breve, brevissimo, non più di dieci righe.
Ecco, eppure leggo spesso, quasi sempre, CS lunghissimi, veri e propri articoli...
__________________
"Voglio abitare nel posto con la più bassa concentrazione di genere umano".

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  #28 (permalink)  
Vecchio 12-08-2007, 19.51.28
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Da me se mandi comunicati corti non ti filano, perché in fondo i collaboratori delle testate vogliono la pappa pronta.
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  #29 (permalink)  
Vecchio 13-08-2007, 10.40.19
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Per quella che è la mia modesta esperienza, i comunicati stampa aiutano moltissimo a scalare le serp, magari quelle "laterali", ed effettivamente ha ragione Fradefra: anche per una piccola realtà come la mia, i CS fanno branding.

p.s. per mia esperienza personale, è verissimo anche il fatto che Google penalizza i CS uguali parola per parola.
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  #30 (permalink)  
Vecchio 13-08-2007, 12.04.26
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Oltre a quotare fradefra in tutto e per tutto, faccio i complimenti a Kya per l'ottima iniziativa.
Nel dubbio e anche se la cosa costa fatica è bene riscrivere sempre totalmente il testo di un articolo o di un comunicato stampa, anche perchè a logica se fossi un progettista di un motore declasserei link che provengono da porzioni di testo uguali. Il maggior sforzo sta nella compilazione del primo articolo, se parliamo di article marketing, dal momento che uno deve prima informarsi su ciò che scrive e svilupparlo in punti che ritiene utili ed accattivanti. Del resto l'articolo stesso se scritto bene ottiene backlink di suo, e si promuove il brand con i caratteristici effetti diretti paragonabili ad un vero e proprio backlink.

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