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| O.T. Tutto ciò che è Off Topic: musica sport, sondaggi, interessi e tutte le vostre follie mentali. |
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| A dimostrazione che "lontani dal pc... alle volte nun se po' fa!" vi pubblico un articolo tratto da La Stampa Web a proposito del rapporto malato di alcuni utenti con il web. Un ospedale per “disintossicare” chi non riesce a staccarsi dal computer Incollati alla tastiera e allo schermo, sprofondati nelle «vite alternative» create apposta per dimenticare la realtà, ingabbiati nella ragnatela di immagini, parole, sogni che ogni giorno e ogni notte arrivano da Internet. Nella clinica che cura i drogati della Rete arrivano con imbarazzo, quasi vergognandosi. Sono impiegati e manager, studenti e pensionati. Uniti dalla consapevolezza di aver perso il controllo della propria vita e la percezione della realtà. Sono i tossici da Internet, le vittime dei videogiochi, delle chat, della pornografia on line che bussano sempre più spesso all’Ospedale Universitario di Ginevra. Chi entra in terapia lo fa perché sta per superare il punto di non ritorno. Quello che t’inchioda al video per ore, rendendo intollerabile la prospettiva di allontanarsi dal computer. Come una droga, peggio che una droga. Sessanta domande L’approdo a Ginevra non è casuale. In questo centro all’avanguardia nel trattamento delle dipendenze - dall’eroina all’alcol e al tabacco - c’è spazio anche per i forzati di internet, in tutte le sue forme. La politica svizzera in materia di tossicodipendenze - basata sul principio dei quattro pilastri (prevenzione, terapia, riduzione del danno, repressione) - può essere applicata a questi pazienti speciali. La struttura ginevrina è una delle prime in Europa, con quelle di Parigi e Berlino, ad affrontare «l’internet dipendenza». Il Centro di Zurigo, invece, punta essenzialmente sulla prevenzione. Daniele Zullino, capo della divisione ginevrina che tratta l’abuso di stupefacenti e responsabile delle terapie sostitutive, si stupisce dello stupore: «Da gennaio, quando è partito il nuovo servizio, abbiamo già ricevuto sessanta domande. Ma negli Stati Uniti e in Asia, specie in Corea del Sud, il problema ha assunto proporzioni tali da giustificare cliniche per lungodegenti». Alcuni dei quali sono divenuti cronici. Sconnessi dalla realtà Chi sono, i dannati di internet? Il profilo varia per età, sesso, lavoro, condizione sociale. La calamita più insidiosa, ci spiegano, è rappresentata da trappole come World of Warcraft o Second Life. Sono giochi di ruolo che, conferma Zullino, creano un elevato tasso di dipendenza: nel momento in cui accetti un ruolo diventi parte di uno schema che ti permette di interagire con altri giocatori, in una spirale senza fine. Ma questo è solo uno degli abissi in cui smarrirsi: «C’è gente che “naviga” continuamente, senza un perché». E poco importa se, dai e dai, la navigazione on line si trasforma in deriva esistenziale. Alcuni, connessi a internet ma sconnessi dalla realtà, non escono più da casa o dall’ufficio compromettendo tutti gli aspetti della loro vita: dalla produttività sul lavoro agli affetti familiari. Altri, spiega Zullino, hanno sublimato la nevrosi collegandola alle centinaia di tic che li accompagnano nella ricerca. Ogni colpo di mouse, un suono. La variazione del «ticchettio», singolo o in successione, è percepita come una specie di sinfonia che li incanta per ore. Praticamente degli automi. Le aziende Si tratta di un fenomeno nuovo, che comincia a preoccupare le aziende. «Il problema è che internet ormai è parte della nostra società e soprattutto della catena produttiva - commenta Zullino - non si può puntare a eliminare il problema, come per l’eroina. È lo stesso principio della bulìmia: il punto non è azzerare il cibo ma controllarlo. Così lavoriamo essenzialmente sugli aspetti comportamentali con l’aiuto di medici e psicologi». La disintossicazione passa anche dalla «somministrazione controllata», ricalcando lo schema adottato in alcuni cantoni svizzeri per la cura delle tossicodipendenze. Le sedute cui si sottopone chi accetta il programma di recupero prevedono l’uso di internet, a determinati orari e condizioni. Imparando quando è il momento di spegnere il video per riaccendere la propria vita. IL TEST Temete di esserlo? Per saperlo, sottoponetevi a questo test 1. Quante volte state online più di quanto sarebbe necessario? 2. Quante volte trascuratealtre occupazioni per stare online? 3. Quante volte, primadi tutto, controllate le email? 4. Quante volte rinunciate alsonno per stare online fino a tardi? 5. Quante volte preferite la serata online agli amici o al cinema? Se rispondete «spesso» a più di una domanda, avete problemi di net-dipendenza.
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