Quote:
Originariamente inviata da Salvatore Naso Secondo me il problema consiste nel fatto che il consumatore italiano trovi fiducia da un contatto genuino con il venditore..
a parità di prezzo e di prodotto preferireste comprare in un grande magazzino, online, o in un piccolo negozietto a gestione familiare vicino casa? |
Questo rientra sempre nel "passaparola" anche se in senso lato.
E' comunque un tipo di vendita generata dal fatto che si avverte il bisogno di un consiglio, un'opinione che ci faccia capire se la spesa è valida.
Nel caso del passaparola su piattaforme come Ciao.it ci si fida di perfetti sconosciuti, che se però si trovano d'accordo su un giudizio, ci portano a ritenere che in linea di massima quell'opinione possa essere condivisibile dalla maggioranza della gente e quindi anche da noi.
Oltretutto (tranne fulgide eccezioni) buona parte di quei commenti sono del tutto privi di interesse, slegati totalmente dal produttore o dal negozio che vende, quindi possono vantare un maggior senso di imparzialità, agli occhi del consumatore.
Il discorso che dici tu (e sul quale concordo) riguarda un aspetto diverso, che è quello del rapporto tra cliente e venditore e non più tra cliente e cliente, ma vi possiamo ritrovare comunque elementi comuni, e cioè la ricerca di un senso di rassicurazione e consiglio.
Chiaramente in questo caso ti rapporti con chi ha interesse nel darti il consiglio (non chiedere mai all'oste se il vino è buono), però è anche vero che se si tratta di un negoziante che conosci ti sei fatto comunque a priori un'opinione su di lui e lo ha già classificato da tempo nella categoria di persone affidabili piuttosto che no.
Se lo si ritiene affidabile e onesto non si ha più bisogno del passaparola (o perlomeno è un'esigenza meno sentita) perchè sapremo già che i prodotti in vendita in quel negozio sono buoni e hanno il giusto rapporto qualità prezzo e ci verranno consigliate solo cose adeguate alle nostre esigenze.