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E-Commerce Informazioni e discussioni sul commercio elettronico

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  #11 (permalink)  
Vecchio 07-03-2008, 21.59.47
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Originariamente inviata da marasma Visualizza il messaggio
Però pensateci un attimo.. Ora che abbiam preso come esempio il vino.. Siate sinceri.. Vi fidereste di più a comprarlo su internet, (dove magari c'è un bello sconto, non c'è dubbio), o andare in una bella enoteca rinomata, dove magari ci sono piccole degustazioni gratuite e tutti i vini più buoni (che magari nel sito e-commerce non trovate..)?
Io non avrei alcun problema a comprarlo online, anzi, spesso l'ho fatto.
Chiaro che se cerco una determinata marca di vino e non la trovo online e invece la posso acquistare nell'enoteca di cui parli, la scelta diventa obbligata. Ma fidati che ci sono enoteche online decisamente fornitissime, ed Angelo ne sa qualcosa.

I confronti si fanno a parità di condizioni, quindi perchè compreresti il vino cicciopernacchio in enoteca e non compreresti la medesima bottiglia online?
Solo per la degustazione? Non credo sia solo quello, anche perchè in enoteca non fanno degustare gratuitamente tutti i vini che desideri.
Ci sono altri motivi, che secondo me sono legati in una buona percentuale a motivi di fiducia verso il negoziante, che siano palesi oppure inconsci.

Poi è chiaro che alcuni articoli come vino, alimenti, libri, dvd, e altro non dovrebbero essere penalizzati più di tanto dalla sensorialità, ma più da motivi appunto di fiducia o di facilità dell'esperienza di acquisto, mentre ci sono altri prodotti come ad esempio l'abbigliamento in cui la percezione sensoriale è decisamente un fattore fondamentale.

Per rispondere a Francesco io proprio in questi giorni sto cercando di utilizzare il canale e-commerce per gestire in maniera più veloce gli ordini B2B, portando i negozi fisici ad acquistare da me (che sono produttore) ciò che normalmente acquistano tramite telefono, fax o al massimo email (ma parliamo dei più tecnologici).

Quindi ottimizzo i tempi ed allargo il mercato "educando" i clienti all'uso disinvolto del commercio elettronico.
Chiaro però che le dinamiche commerciali ed i rapporti che si instaurano nel B2B sono molto diversi da quelli del B2C.

E per quanto riguarda il logout? Beh ce l'ho, ma solo per difficoltà tecniche nel mettere le mani sul codice.



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edit: Io penso anche che ancora non sia tempo per le vendite on-line per tutti, o quasi.. Ci sono moltissimi italiani che superano i 50, o anche meno, che non sono ma entrati nel mondo del web, anche perchè sia da piccoli, che da giovincelli, non hanno mai avuto un computer in casa ed ormai è tardino per entrare a farne parte.. Come convincerli a fidarsi di qualcosa che non conosco affatto?
Su questo sono assolutamente d'accordo con te.
Se il 100% della popolazione italiana sapesse usare il pc con disinvoltura i risultati sarebbero sicuramente diversi.

Potremmo dire che è come se io avessi un negozio in un luogo molto isolato e solo il 50% della gente possedesse una macchina. E tra chi la possiede solo il 5% facesse lunghi tragitti e potenzialmente potesse passare davanti al mio negozio.
Posso fare di tutto per cercare di attirare il restante 45% automunito, ma non riuscirò in alcun modo a far venire a me quelli che la macchina non ce l'hanno e che non sanno nemmeno come si avvia.
Con i cambi di generazione la mentalità e le capacità informatiche saranno completamente diverse e questo avrà inevitabili ripercussioni positive su questo tipo di commercio.

Una considerazione: perchè si prendono in considerazione solo gli aspetti negativi dell'e-commerce e non quelli positivi?
Perchè - ad esempio - non viene in mente che oltre al prezzo migliore forse è possibile trovare maggiore scelta online piuttosto che offline? Perchè non si pensa alla maggior comodità del trasporto?
Perchè non si pensa al risparmio di benzina e di tempo?

E anch'io potrei andare avanti per qualche oretta.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 08-03-2008, 08.15.48
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Originariamente inviata da fradefra Visualizza il messaggio
- per esempio gli e-commercianti potrebbero fare acquisti on-line a loro volta, magari anche regolarmente, con un piccolo fondo. Molti non lo fanno sai? Non immagini quanti gestori di siti di commercio elettronico a loro volta non comprano nulla on-line. Avrebbero, così, anche modo di capire che fanno gli altri e quali siano i problemi dei clienti.
Insomma non si può fare una cosa senza crederci, è come se un astemio aprisse un enoteca, od un meccanico non avesse la patente.

Quote:
Originariamente inviata da fradefra Visualizza il messaggio
- potrebbero studiare! Mentre i negozianti devono almeno seguire un corso del REC, quanta gente si sveglia al mattino ritenendo di saper gestire un sito di commercio elettronico? Non immagini quanti sono passati dal fare l'impiegato in ufficio all'essere proprietario di un sito di commercio elettronico. Cioè, persone che si sono improvvisate, tanto vendere on-line tutti lo sanno fare, è facile e poi su internette si diventa ricchi facilmente.
Forse è il motivo per cui normalmente la maggior parte degli EComm italici chiude entro 18/24 mesi.

Il vero problema dell'ECommerce in Italia è dovuto all'allergia agli acquisti a distanza basta vedere la fine di Postalmarket et simila.

Non possiamo confrontarci con il mercato Americano ormai loro acquista da catalogo da oltre 1 secolo, le CC le hanno inventate loro e le usano per tutto anche per il caffè.

Poi aggiungerei che speso la stampa generalista guarda solo il peggio dell'ecommerce ma mi chi lavora bene.

Altro grosso limite dell'ECommerce Italico è la visione troppo locale, ovvero si ha la possibilità di vendere al mondo intero ma si limitano solo al vecchio stivale.

Ciao

Sèvero
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  #13 (permalink)  
Vecchio 08-03-2008, 08.20.36
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Originariamente inviata da marasma Visualizza il messaggio
edit: Io penso anche che ancora non sia tempo per le vendite on-line per tutti, o quasi.. Ci sono moltissimi italiani che superano i 50, o anche meno, che non sono ma entrati nel mondo del web, anche perchè sia da piccoli, che da giovincelli, non hanno mai avuto un computer in casa ed ormai è tardino per entrare a farne parte.. Come convincerli a fidarsi di qualcosa che non conosco affatto?

Qui hai ragione specialmente se poi uno come te non supera i 50 e con internet ci lavora, ma non si fida dello strumento per fare acquisti.
Semmai è questo il vero problema.

Comunque ti assicuro che tra i miei clienti ho parecchi pensionati che hanno iniziato da poco con internet eppure acquistano OnLine e pure con la CC.

Ciao

Sèvero
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  #14 (permalink)  
Vecchio 08-03-2008, 08.26.16
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Originariamente inviata da NetMassimo Visualizza il messaggio
Se mio nonno fosse ancora vivo gli chiederei come faceva ai suoi tempi a convincere la gente a comprare nel suo negozietto, d'altra parte all'epoca si parlava con la gente faccia a faccia per cui il rapporto era personale mentre oggi e-commercianti e clienti spesso conoscono molto poco (diciamo i dati anagrafici) gli uni degli altri perciò temo che le strategie siano un po' diverse e comunque non è sempre facile per l'e-commerciante capire cosa desidera il cliente e come crearne la fiducia.
Se proprio l'Ecommerce rappresenta il negozietto sotto casa + dei moderni mega negozi dei centri commercili.

L'assistenza Pre e Post vendita, il saper consigliare il prodotto giusto, il saper dire di NO piuttosto che dare un prodotto sbagliato spesso ti fanno guadagnare + clienti che l'ostinazione di un commesso che a tutti costi ti vuol vendere il prodotto in offerta senza neanche conoscere quello che vende.

Ciao

Sèvero

PS. qui puoi leggere la mia filosofia di EBottegaio
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  #15 (permalink)  
Vecchio 08-03-2008, 11.15.35
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fradefra, è bello vedere qualcuno che fa delle considerazioni molto pratiche invece di essere ossessionato da problematiche SEO/SEM/SERP. Intendiamoci, oggi come oggi posizionarsi nei motori di ricerca è importante ma ho l'impressione che troppi vedano il PR come il sacro graal e cerchino una sorta di codice da Vinci per aumentare il loro rating presso Google trascurando problemi più pratici.
Per quanto riguarda il problema del toccare con mano ciò che si compra, lo capisco per quanto riguarda capi d'abbigliamento, non mi convince per quanto riguarda CD, DVD e simili.
Sévero, riguardo alla visione locale ci sono anche problemi pratici: innanzitutto spedire un pacco dall'Italia all'estero costa parecchio, in genere molto più del tragitto inverso, inoltre ci si accolla i rischi di truffe in quanto per quel che leggo in giro sembra che gli e-commercianti italiani abbiano grosse difficoltà a fare controlli sui dati degli acquirenti e in caso di truffa tutta la perdita ricade sul merchant mentre gestore di gateway e carta di credito se ne lavano le mani.
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  #16 (permalink)  
Vecchio 09-03-2008, 07.04.55
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Originariamente inviata da NetMassimo Visualizza il messaggio
Per quanto riguarda il problema del toccare con mano ciò che si compra, lo capisco per quanto riguarda capi d'abbigliamento, non mi convince per quanto riguarda CD, DVD e simili.
Se sull'abbigliamento posso darti ragione per gli altri prodotti è la non abitudine ad acquistare a distanza il vero problema.

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Originariamente inviata da NetMassimo Visualizza il messaggio
Sévero, riguardo alla visione locale ci sono anche problemi pratici: innanzitutto spedire un pacco dall'Italia all'estero costa parecchio, in genere molto più del tragitto inverso,
No è questione di volontà, se ti fermi a problemi di logistica nessuna azienda esporterebbe.
Di certo devi crearti il mercato poi come in ogni cosa trattare con i fornitori e spuntare prezzi decenti.
Noi ad esempio circa il 50% è mercato non Italiano, certo la maggiorparte è Europeo (inteso come continente) ma comunque abbiamo clienti in Australia, Nuova Zelanda ed altri paesi.
Tieni presente che comunque per ragioni di ,marchio ci è precluso il continente americano.

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Originariamente inviata da NetMassimo Visualizza il messaggio
inoltre ci si accolla i rischi di truffe in quanto per quel che leggo in giro sembra che gli e-commercianti italiani abbiano grosse difficoltà a fare controlli sui dati degli acquirenti e in caso di truffa tutta la perdita ricade sul merchant mentre gestore di gateway e carta di credito se ne lavano le mani.
Hanno grosse difficoltà per vari motivi:
  • Si affidano a GW che non offrono determinati servizi
  • Non sfruttano adeguatamente la rete per effettuare controlli
  • Non conoscono nessuna lingua oltre l'Italiano
  • Si fano pagare con la ricarica PP
Noi facciamo EC da 8 anni di cui 6 di internazionale una sola truffa su CC dall'Irlanda, ed una su COD dall'Italia pagati con assegno rubato.

Ciao

Sèvero
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  #17 (permalink)  
Vecchio 09-03-2008, 07.39.33
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Le statistiche (CENSIS, ad esempio), dice che il 95% degli Italiani non ha comprato, ma non precisa quanti avrebbero voluto e non sono riusciti o non hanno avuto modo di farlo.
Come al solito le statistiche lasciano il tempo che trovano, infatti la seconda parte della tua frase è molto importante; infatti non specificano ad esempio quanti italiani realmente hanno accesso ad internet e conoscono realmente lo strumento.

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Originariamente inviata da fradefra Visualizza il messaggio
A questo punto, la seconda domanda è: ma io a chi voglio vendere? Ai primi o ai secondi?
Senza dubbio prima di tutto ai primi, po magari pescando nei secondi quando chiamano per informazioni e rassicurandoli e spigando tutto dal prodotto e dalla sicurezza anche delle CC tradizionali e non delle prepagate.
Insomma cercando di infondere la fiducia che una volta trovavi nel negozietto sotto casa.
Diciamo che partiamo da una situazione un pò particolare vendiamo un marchio conosciuto e magari prima lo provano OfLine e poi sparisce e lo trovano solo OnLine a qual punto cerchiamo di rassicurarli quando telefonano.

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Originariamente inviata da fradefra Visualizza il messaggio
Che fate per tentare di vendere a chi non abbia mai comprato on-line?
Avete il logout nel sito?
Si dato che per acquistare è necessario registrarsi con il doppio OptIn.

Ciao

Sèvero
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