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E-Commerce Informazioni e discussioni sul commercio elettronico

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  #1 (permalink)  
Vecchio 07-02-2007, 16.03.47
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kya kya non è in linea
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Registrato al forum dal: 19-01-2007
ubicazione: Lombardia
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predefinito Acquisti online in Europa

Tratto da I-Dome

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Lo studio EIAA Mediascope Europe 2006, gestito da SPA e svolto da Synovate, analizza tendenze e modelli di spesa degli europei che acquistano online. La ricerca evidenzia le categorie di prodotto con il tasso di conversione più alto e indica i settori in cui la fiducia dei consumatori cresce più velocemente.

Lo studio ha rilevato anche che il tasso di conversione anno su anno più alto si è registrato per i telefoni cellulari (+23%), seguito dai download di musica (+16%), dagli accessori per auto (+15%) e dall’arredamento (+14%).


La ricerca indica che il maggior successo di vendita si ha per i biglietti di concerti/festival: tre quarti (75%) delle persone che effettuano ricerche online li acquistano; anche biglietti di viaggio (72%), libri (71%) e abbigliamento (70%) hanno alti tassi di conversione.

In linea di massima, lo studio rileva che il 78% degli utenti Internet europei acquistano online, hanno speso una media di 750 Euro per acquistare dieci articoli in soli sei mesi, con una crescita dell’11% rispetto al 2005.

UK e paesi scandinavi sono in testa sia per somme spese che per numero di acquisti online, mentre i tedeschi in cerca di occasioni si sono assicurati un alto numero di acquisti con una spesa decisamente inferiore.
E quali sono i siti che vengono più visitati?

Quote:
A caccia di occasioni
Chi fa acquisti online utilizza anche i siti per il confronto dei prezzi per trovare l’occasione migliore facendo meno fatica possibile.
Gli olandesi sono quelli che cercano più assiduamente le occasioni: oltre la metà (54%) confronta i prezzi online almeno una volta al mese; i tedeschi (50%) e i francesi (50%) seguono a ruota.

I siti di aste sono molto popolari tra i consumatori tedeschi e britannici, dato che rispettivamente il 62% e il 49% di loro li visitano almeno una volta al mese. Quindi il 49% li visita almeno una volta al mese, molto di più di quanto non faccia l’europeo medio (41%).

Acquistare online, stare online
Chi fa acquisti online utilizza Internet molto di più del consumatore medio e passa online fino a 11,9 ore a settimana, mentre la media europea è di 11,3 ore.
Il 98% degli europei che acquistano online utilizzano Internet durante la settimana, ma l’82% si collega anche nei week end (rispetto al 79% di tutti gli utenti Internet), percentuale che sale ad uno strabiliante 92% in Francia.

Chi fa acquisti online passa meno tempo a guardare la TV e visita un maggior numero di siti, soprattutto:
  • di banche e servizi finanziari (56% rispetto al 50% di tutti gli utenti Internet)
  • di confronto prezzi (43% contro 38%)
  • e di aste (41% contro 36%)
Inoltre, quasi i tre quarti di coloro che fanno acquisti online dichiarano che Internet permette loro di trovare quello che vogliono in fretta facendo risparmiare tempo.



Lo studio è basato su 7000 interviste telefoniche random suddivise in 1000 interviste in Italia, UK, Francia, Germania, Spagna e nei Paesi Nordici e 500 interviste in Belgio e in Olanda. Le interviste sono state effettuate tra Settembre e Ottobre 2005.
Che ne dite? Impressioni?
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"L'amore non vuole che compiersi"
Gibran
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Cosmetici naturali
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  #2 (permalink)  
Vecchio 07-02-2007, 16.36.22
L'avatar di Ludus
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ubicazione: Roma
Messaggi: 4,104
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da kya Visualizza il messaggio

E quali sono i siti che vengono più visitati?
Io non faccio molto testo... acquisto online poco, libri, domini , fumetti, ricariche telefoniche, non credo di aver preso altro... non acquisterei mai online prodotti tipo macchine digitali, computer, televisori, scarpe... roba che poi magari devo cambiare e diventa tutto più complicato.

Quote:
Acquistare online, stare online
Chi fa acquisti online utilizza Internet molto di più del consumatore medio e passa online fino a 11,9 ore a settimana, mentre la media europea è di 11,3 ore.
bè, mi pare ovvio... non compri mica dal primo che trovi. Parecchio tempo credo che parta per la ricerca.

In Italia credo che ci sia comunque un'altra politica, rispetto agli altri paesi. A me pare illogico acquistare arredamenti e vestiti online, mi sembra più comodo prenderli al negozio.

Vediamo di stilare una lista dei prodotti che acquistiamo online. Io la mia, scarna, l'ho fatta
__________________
"Il campo dei motori di ricerca con annesso il principio dei risultati di ordinamento è di gran lunga la scoperta più importante di tutti i tempi, le immediate generazioni future trarranno i massimi benefici evolutivi multisettoriali dall'imponente condivisione di conoscenza ordinata che tali giganti hanno prodotto e producono." - Micky docet.

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  #3 (permalink)  
Vecchio 08-02-2007, 01.37.03
L'avatar di alessio
Junior Member
 
Registrato al forum dal: 29-01-2007
Messaggi: 115
predefinito

Contrariamente a quanto accade a Ludus, posso dire che i miei acquisti si svolgono per un buon 80% on-line, il restante 20% dei soldi che butto è legato a prodotti che non sono reperibili su internet (sì, ce ne sono ) o sono acquisti di getto: vedo una cosa che mi piace molto in una vetrina e me la compro.

Ho la mia bella lista di negozi on-line di fiducia, negozi dove acquisto senza farmi troppe domande perchè me le sono già poste a suo tempo: adesso vado e compro, senza pormi il problema della reperibilità di quel prodotto ad un prezzo inferiore su unaltro negozio on-line o off-line; non sono cliente del prezzo, cerco altro dai miei acquisti... se poi il prezzo non è da rapina lo apprezzo molto.

Non uso moltissimo i comparatori lo ammetto, ma non faccio molto testo: ho i miei motivi.
Li uso limitatamente a determinate tipologie di prodotto: se non trovo quello che cerco negli e-shop dei quali sono cliente allora cerco un rivenditore che mi faccia risparmiare qualcosa, ma solitamente ne scarto a priori una quantità abbastanza alta: essendo nel settore mi permetto di fare un po' di selezione sulla base di alcuni criteri che ritengo basilari e inprescindibili.

Finito questo mio forse inutile e-autoritratto, arrivo al topic: i risultati dello studio condotto da EIAA, andando a soffermarmi su quella che è la situazione italiana: siamo il fanalino di coda.
Più che di quella Europa (dinamiche lontane anni luce dalla nostra realtà, in alcuni casi anche difficili solo da immaginarle), mi piacerebbe quindi parlare della situazione italiana.
Secondo voi è quella che è solo perchè stiamo partendo in ritardo o c'è dell'altro?

Intanto vi dico la mia.
Secondo me in Italia manca un po' di e-educazione (Apple mette la i davanti a tutto, io potrò mettere la e, no? ), sia lato negozio sia lato cliente, forse da correlare anche al fatto che le istituzioni non hanno mai fatto niente per sviluppare l'e-commerce in Italia (la 388 è un'eccezione che conferma la regola, imho) e anzi in alcuni casi sono state solo capaci di mettere i bastoni tra le ruote: basti pensare al recente putiferio su fatture, partita iva e registro corrispettivi.
Oltretutto si continuano a dare informazioni assolutamente fuorvianti al consumatore, come che le carte di credito ricaricabili sono sicure per gli acquisti on-line, provvedendo al contempo ad inculcare un clima del terrore ai navigatori, continuamente bombardati da "attento che ti clonano la carta di credito".
Chiariamo una cosa: 9 volte su 10, e sto basso, il truffato è il merchant, e non l'acquirente.
Per certi aspetti trovo delle analogie con la disinformazione viaria: a qualcuno conviene.

Come se non bastasse, la situazione Italiana in molti settori (elettronica di consumo, informatica, etc.) assistiamo ad un affossamento del mercato da parte di grossi palyer che stanno letteralmente monopolizzando il loro settore.
In questo ambito non vedo tanto una colpa delle istituzioni, quanto piuttosto dello scarso o comunque poco lungimirante spirito imprenditoriale, spesso privo di ogni fondamento alcuno e slegato da attente valutazioni imprenditoriali (businnes plan enyone?).

Nella mia attività spesso mi sono sentito domandare: "Vorrei arrotondare un po' il mio attuale stipendio di impiegato comunale, pensavo di aprire un negozio su internet di computer... magari all'inizio vendo su Ebay, mi faccio conoscere e poi apro il mio negozio. Che ne pensi?"

Sarà un bagno di sangue.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 08-02-2007, 09.00.41
L'avatar di Ludus
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Originariamente inviata da alessio Visualizza il messaggio
Intanto vi dico la mia.
Secondo me in Italia manca un po' di e-educazione (Apple mette la i davanti a tutto, io potrò mettere la e, no? ), sia lato negozio sia lato cliente, forse da correlare anche al fatto che le istituzioni non hanno mai fatto niente per sviluppare l'e-commerce in Italia
sì, su questo hai ragione. Ma la e-educazione manca su internet in generale, non solo sull'e-commerce in particolare.
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"Il campo dei motori di ricerca con annesso il principio dei risultati di ordinamento è di gran lunga la scoperta più importante di tutti i tempi, le immediate generazioni future trarranno i massimi benefici evolutivi multisettoriali dall'imponente condivisione di conoscenza ordinata che tali giganti hanno prodotto e producono." - Micky docet.

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  #5 (permalink)  
Vecchio 23-03-2007, 13.48.42
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Registrato al forum dal: 18-03-2007
Messaggi: 33
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Io ho una conoscienza solo parziale del problema, so che molti hanno paura di fare acquisti on-line per paura di trovarsi la carta di credito clonata, e questo è sicuramente un grosso ostacolo da rimuovere
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