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| ADV 360 Advertising professionale, discussione sui metodi pubblicitari avanzati nel web. |
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| Ho creato in questi giorni alcune campagna ppc Adwords ed ho voluto fare alcune prove sul tipo di comunicazione da utilizzare. All'interno del medesimo gruppo di annunci ho voluto sperimentare delle varianti annuncio di diversi tipi: - più tradizionali, col linguaggio professionale che non esce dagli schemi - più libere, con un linguaggio maggiormente informale - più di effetto, con un linguaggio che colpisce l'attenzione e probabilmente disorienta E poi ancora: - alcuni annunci non si concludono con un call to action - alcuni si concludono con una call to action stringata (tipo "Contattaci") - alcuni si concludono con una call to action tranquillizzante (tipo "Richiedi un preventivo gratis") - alcuni riportano la call to action all'inizio del testo e non alla fine I dati che ho ora in mano non mi bastano per poter trarre conclusioni, ma mi piacerebbe confrontarmi con voi su quello che ritenete essere il linguaggio migliore per un annuncio adwords. Chiaramente dipende sia da cosa si pubblicizza, sia dal target di riferimento, ma volendo forzatamente generalizzare usereste una tipologia di linguaggio più seria e professionale, una più informale oppure una nuova ed innovativa? Tendenzialmente leggo sempre la volontà di tanti di distinguersi, di fare cose diverse, di uscire dalla massa. Poi però mi rivedo i soliti classici annunci e mi chiedo se gli inserzionisti o chi cura le campagne per loro si stanno adeguando al mercato e quindi alle necessità comunicative dei clienti oppure semplicemente non hanno il coraggio di innovare? ![]()
__________________ ![]() L'amore non vuole che compiersi Gibran Vuoi Fare un Regalo? Redazione di Comunicati Stampa Cosmetici naturali |
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| Ciao Kya! (come stai? )La realizzazione e l'ottimizzazione di un annuncio per una campagna AdWords è a mio parere quanto di meno "generalizzante" possa esistere: i target cambiano e, anche al loro interno, sono in certi casi profondamente segmentati. L'unico metodo che si può adottare è, come hai già fatto, il test. Generalizzare è un grosso errore! Ti faccio un esempio, a dimostrazione di quanto ho detto. Prendiamo un e-commerce di Abbigliamento che vende, tra gli altri prodotti, anche orecchini. Decide su AdWords di comprare le chiavi "orecchino" e "orecchini". Queste due chiavi, apparentemente uguali, potrebbero nascondere dietro di se target leggermente diversi: per "orecchini" una signora che ha l'intenzione di togliersi una voglia fino al ragazzino/ragazzina che cercano un particolare orecchino (singolo) alla moda, alternativo. Chiaramente nel primo caso, un annuncio un po' più "sensuale" potrebbe essere migliore di uno più "mondano", adatto al secondo prodotto. In merito al "distinguersi" dai concorrenti, posso dire che fin'ora ho adottato un metodo che mi ha portato buoni risultati in termini di CTR: 1) Studiare gli annunci dei concorrenti tentando di capirne il posizionamento sul mercato. 2) Utilizzare la chiave (o parte di essa) nel titolo e nel corpo dell'annuncio. 3) Nel corpo dell'annuncio, utilizzare un testo per "posizionarsi" in antitesi rispetto ai concorrenti. Ad esempio, nell'abbigliamento, se tutti puntano sulla velocità della consegna, tu punta sull'originalità del prodotto. Inoltre una buona tecnica per ideare gli annunci è fare un brainstorming (come ci insegna fradefra): le "persone comuni" elaborano messaggi migliori per "persone comuni" e se condotto bene, molti spunti vengono fuori. Tuttavia, anche in questo caso, la fase di test è indispensabile. Ciaooo.
__________________ Francesco Gori - WWW Passion Weblog |
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| Ciao Gorino (benissimo grazie , e tu?)sono d'accordo con te su quello che dici. Il mio post era un modo per aprire una discussione che può rivelarsi molto interessante. In particolare concordo su tre cose di quanto hai detto: - anch'io nel titolo e nel corpo utilizzo le key dell'annuncio, spesso creando molti annunci per poche key, in modo che la ricerca non si discosti poi molto dal testo che ho creato; - sto attenta alle sfumature, poichè come tu stesso hai evidenziato piccoli dettagli apparentemente banali fanno la differenza di impressions, che se non convertono vanno a penalizzare inutilmente lo storico della campagna e della key stessa; - presto molta attenzione al linguaggio della gente comune: al bar, in ufficio, con gli amici, su internet. Quando creo una campagna mi spoglio dei miei panni lavorativi e mi immedesimo nel potenziale cliente che ha bisogno di quel prodotto. Ed è così che vengono fuori key inaspettate che però fanno impressions, molte più di quanto io mi possa aspettare inizialmente. Il problema chiaramente è riuscire ad scrivere key e testi (che per il mio metodo di lavoro vanno di pari passo) che siano davvero utilizzati dal target di riferimento e che riescano allo stesso tempo a colpire l'attenzione. Mi spiego: se io potenziale cliente normalmente parlo un certo tipo di linguaggio e faccio una ricerca con la key "cicciociccio" la mia elaborazione mentale mi porterà a scegliere quasi sicuramente titoli e testi che contengano le stesse key. Quindi da questo punto di vista devo assecondare completamente ciò che l'utente si aspetta. Allo stesso tempo però devo colpirlo, più di tutti i miei concorrenti. Ed un linguaggio che per lui è usuale non lo colpirà più di tanto. L'equilibrio perfetto credo consista nel riuscire a sorprenderlo con il suo stesso quotidiano modo di parlare. Un giusto compromesso tra l'esigenza nata con la sua ricerca e il bisogno di dargli uno stimolo diverso. Se si esagera da un verso si rischia di passare totalmente inosservati tra i tanti concorrenti che si sono adeguati al suo modo di essere e di parlare, se si esagera dall'altro si rischia di creargli un senso di eccessivo disorientamento. Poi è chiaro che la decisione di cliccare è velocissima, per cui si deve agire su stimoli emotivi e non certo su ragionamenti elaborati. Tu mi dici che punti su ciò su cui i tuoi concorrenti non puntano, ma io ti chiedo: sicuro che l'utente arrivi a leggere il tuo annuncio? A volte la scelta del click è talmente veloce che a malapena si leggono i titoli e se ripetono sempre la solita minestra alla fine l'uno vale l'altro. Certo, tu offri una cosa diversa come l'originalità del prodotto, invece che parlare della consegna. Ma un titolo simile o un corpo simile sono abbastanza potenti dal punto di vista della comunicazione per invogliare un utente a scegliere il tuo annuncio piuttosto che quello del tuo concorrente? A volte ho la sensazione che si debba andare più controcorrente, diventando molto più incisivi nelle strategie comunicative. Puntando sempre all'equilibrio di cui parlavo prima. Ma certo, un titolo e due mezze righe non aiutano granchè. ![]()
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| Una campagna pay per click ha talmente tante variabili che è impossibile, senza una lunga serie di test specifici e per uno specifico caso, avere una valutazione generalizzata. Detto dell'importanza fondamentale dei test, anche io a volte credo sia necessario innovare, cercare di distinguersi dalla massa e fornire un motivo in più per cliccare, come del resto è fondamentale fornire un motivo in più per far comprare o iscrivere o quel che si vuole insomma. Comunque io gli annunci li leggo eccome, il titolo mi colpisce, poi se le "due righe" mi convincono clicco e guardo, a volte, anzi spesso, indipendentemente dalla posizione dell'annuncio, non credo di essere un navigatore così anomalo, penso che lo facciano in tanti.
__________________ Fotografia Digitale | Viaggi nel Cassetto | Tarocchi Sei Promosso ? No!? e allora che aspetti per avere anche tu la tua promozione? |
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| advertising online, adwords, campagne adwords, pay per click, ppc, strategia comunicativa |
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