Condivido il punto di vista di Angelo, anche se in questo caso sottolineerei la natura mercenaria dei link.
Quote:
Originariamente inviata da AndreaSpedale quindi?
un MdR sa distinguere fra link a pagamento e link spontanei?
cosa cambia in termini pratici? forse il periodo di riferimento? Ottimi risultati all'inizio per poi un assestamento nel medio/lungo periodo? |
Forse non algoritmicamente, ma credo sia abbastanza probabile che un link ospitato sotto un menu "sponsored links" siano individuati in modo automatico.
Poi esistono dei siti/network di siti il cui core business è (o è stato) notriamente quello di vendere link.
Viste le
recenti prese di posizione di Google nei confronti delle compravendita di link, è naturale pensare che la
forza -per dirla alla Kerouac- dei link in uscita da questi portali subisca un drastico ridimensionamento, ed il motivo è facilemente comprensibile: il risultato sarebbero serp di discutibile qualità.
Alla luce di questo non vedo per quale motivo una
marchetta così sbandierata, se pur travestita da link baiting come è stato fatto in occasione de "La Compagnia dei Bloggers" in un'epoca in cui i quality rater bazzicano forum e blog come facciamo noi, non dovrebbe essere individuata da Google come una compravendita di link: solo perchè anzichè darti 15 euro per un link, ti do un buono sconto da 15 euro sul mio e-shop?
Poi che sia un cellulare o una cassa di birra... poco cambia.
Però ammetto di essere ndato un po' OT, forse la cosa andava analizzata meno da seo e più da e-bottegaio.
Mettiamola così: se fossi un e-bottegaio non cercherei di farla così sotto il naso a Google; a fare uno spam report ci vogliono 2 minuti e a far scattare un campanello di allarme forse ne basta uno di spam report.