Ciao nextink, hai fatto bene a puntualizzare questo aspetto che era venuto in mente anche a me, riflettendo sul fatto che la differenza tra le due tipologie di costi, ossia tra le spese di spedizione e il costo per reperire personalmente l'oggetto d'acquisto, è il tipo di visibilità... La trasparenza tipica del web in questo caso ha un effetto boomerang sull'e-commerce perchè gli utenti si vedono apparire nelle varie voci di costo quella di spedizione che generalmente non sono "abituati" a considerare e che quindi semplicemente non valutano.
Per riuscire a scavalcare questo blocco psicologico basterebbe che il venditore "regalasse" le spese di spedizione e applicasse un sovraccarico su tutta la merce per coprire il costo che si trova a dover sostenere, il problema è che, sempre per effetto della trasparenza del web, questo non è possibile su alcune tipologie di merce il cui costo può essere oggetto di un semplice e immediato confronto con i competitor.
Sono quindi d'accordo con Kya che sarebbe giusto sensibilizzare gli utenti su questo aspetto ma non lo farei fare al venditore stesso perchè credo che possa essere scambiato come un tentativo di "mettere le mani avanti" non so se mi spiego. Si potrebbe creare un'iniziativa che magari scateni un effetto viral dove gli utenti che effettuano acquisti online si "vantino" con gli altri spiegando che loro hanno già capito che le spese di spedizioni che devono pagare online sono irrisorie in confronto al costo che avrebbero dovuto sostenere andando loro stessi ad acquistare il prodotto in un negozio fisico in termini non solo di soldi, ma anche di tempo, di riduzione dello stress etc.
Delirio mentale

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