La cosiddetta "black list" è un elenco di nazioni. Diciamo per semplicità che sono considerati "paradisi fiscali" dal fisco italiano.
Questo implica che quando una società italiana paga un'altra società di un paese della black list oltre alla fattura (ovviamente) deve conservare tutta la documentazione riguardante bene e servizi effettivamente consegnati o svolti e tenerne una registrazione separata.
Tradotto in parole povere significa che hai una serie di rotture di scatole in più per cui (soprattutto per gli importi piccoli del classico sito vetrina) per una società italiana non vale la pena farsi fare il sito da una società di un paese della black list. PS: Prima che qualcuno mi venga a trovare con le direttive dell'agenzia delle entrate in una mano e un bastone nell'altra lasciatemi dire che so che le cose non sono esattamente così. Ho semplificato al massimo dato che non mi sembravano essenziali i dettagli. |