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Originariamente inviata da Catone Non mi piace autocitarmi, ma qui siamo in emergenza, ne ho parlato su MR. Io ho cercato di individuare dei punti deboli e a pensare alle conseguenze. Perchè non ne discutiamo qui sulla base degli interrogativi che ho posto lì? |
Gli interrogativi che poni sono certamente interessanti e leciti, concordo con Sèvero sul fatto che essendo cittadino Italiano devi comunque sottostare alle leggi italiane, poi però aggiungo che non sarà facile controllare l'identità di chi ha un blog su wordpress o tutti gli altri servizi free che citavi tu, direi che lo possono pure fare, ma non credo che i costi da sostenere siano così irrisori.
Veniamo ora al nocciolo della questione, la necessità o meno di una legge del genere. Inutile dire che per me non serve a nulla, è decisamente una complicazione per chi opera professionalmente ed una limitazione/censura per chi opera amatorialmente.
Sempre che la legge venga approvata, dicono che sarà poi un garante a stabilire chie quali titpi di siti avranno questo obbligo, tremo al solo pensiero di un burocrate di sicuro non esperto in materia che scrive un regolamento, verrà fuori come al solito un pasticcio.
Cercano di far passare questa proposta di legge come una semplificazione, dato che prevede di eliminare l'obbligo dei registrazione per le testate (tutte), questo potrebbe essere pure un bene, però poi si commette l'errore marchiano di assimilare un sito ad una testata, e questo davvero non è corrispondente alla realtà, un sito od un blog son più assimilabili ad un volantino, e di certo non possono essere in toto paragonati ad un prodotto editoriale.
Come andrà a finire ?
Chi lo sa, probabilmente l'interesse ad imbavagliare la rete potrebbe spingere i nostri politici (tutti, destra e sinistra) a cedere alle tentazioni, poi però credo che il buon senso prevarrà, vista pure la sollevazione del popolo internettiano e la norma verrà limata e modificata per colpire solo chi fa davvero informazione, lasciando in pace chi vuol raccontare e commentare senza volersi spacciare per una pubblicazione.
La cosa migliore sarebbe che finisse nel dimenticatoio, come succede spesso a molte leggi.
Cosa possiamo fare ?
Poco e tanto, sino a che ci è permesso protestare, firmare petizioni, insomma fare sentire la nostra voce, allora forse, accorgendosi che non tutti sono 16enni (che non votano) potrebbero essere portati a più miti consigli.